A proposito del terremoto

Dal blog di Miss Kappa

 

La protezione civile ti espropria dell’unica cosa che ti è rimasta. Ti espropria di te stesso. La protezione civile è arrogante. La protezione civile ti pone in stato di polizia. Ti controlla. Ti esautora. Pretende di decidere per te. Anche l’ora del rientro al campo. La protezione civile mette il coprifuoco. Tutti dentro per la mezzanotte. Tutti in fila a fare i soldatini. Se non ti ha piegato il terremoto, ci pensa la protezione civile. E caccia i volontari, quelli che ti hanno aiutato prima che arrivasse. E blinda le informazioni. Tu sei un numero. Il numero che ti timbra sul cartellino. Provate a venire a L’Aquila, e provate a parlare con gli sfollati. La protezione civile ti obbliga a file estenuanti, anche solo per un pasto, o una doccia. Riempie moduli con mani ignoranti. E ti scheda. E ti immobilizza. E ti controlla. E, ottusa, non discerne. Siamo tutti potenziali delinquenti. La tua città, quello che rimane della tua città, è diventata loro.

Dal blog di Monique

 

Il campo di Arischia è gestito dalla protezione civile del Molise, dai vicini di casa. È gestito in maniera militare. Abbiamo già mostrato foto dei cartellini che ogni abitante deve portare al collo, senza di questi non si entra e non si esce. E ora ci sono le regole.
Delle regole ci vogliono: non è certamente semplice far convivere in pace persone che nemmeno si conoscono o, peggio, si conoscono e non si sopportano, in certi casi.
Le regole del campo di Arischia sono assurde, però. Il presupposto di partenza è che nel campo ci sono 450 persone, e si conoscono tutte: un estraneo non passerebbe mai inosservato. L’identificazione tramite numero, e non tramite nome e cognome, ricorda tanto, troppo, altri numeri tatuati sul braccio: al campo ti chiedono solo il numero, per trovarti prima negli elenchi. La gente sente di non avere più un nome, in questa situazione. Senza cartellino non si entra nel campo, nemmeno se al cancello c’è tuo cugino o un tuo amico, che sanno benissimo chi sei.
Inoltre la notte, dalle 23 alle 6 del mattino successivo, il campo è chiuso. La Protezione Civile sorveglia il cancello in quell’orario, tenendolo chiuso con tre giri di catena e lucchetto. Catene e lucchetti ad un cancello, ed intorno al campo almeno tre ingressi non sorvegliati ed aperti. Intorno campi e boschetti. Un ottimo sistema di sorveglianza.
Al campo di Arischia chiuso, però, succede che Santino Pesce sia fuori a mezzanotte e la sorella, che è al campo gli telefona: la mamma sta male e forse devono portarla via in ambulanza. Santino va al cancello, ma non lo fanno entrare. Spiega della madre, ma nulla da fare: il campo è chiuso.
Santino circumnaviga il campo ed entra dal retro. Apriti Cielo! La Protezione Civile gli scaglia addosso la Polizia. Viene segnalato (?) e gli dicono che la prossima volta prenderà una denuncia. Ma denuncia per cosa? Per voler soccorrere la madre? E’ assurdo.
Non volevo scrivere delle persone, ma qui le storie sono tante, storie di ordinaria follia. Non si può organizzare militarmente un campo di sfollati. È come se, a casa vostra, vi si impedisse di rientrare dopo le 23. Il campo è la casa degli aquilani ora. La Protezione Civile deve controllare, non giocare al calcio balilla come facevano alcuni dei suoi ieri sera. C’ero anche io, con Santino Pesce, ieri notte. Mentre controllavano lui io sono entrata nel campo, sono rimasta con sua mamma.
Non si può bloccare con tre giri di catena un cancello che è l’unica via agevole: gli altri accessi prevedono di scavalcare un fossato, piccolo, ma troppo grande per un anziano. E se una tenda prendesse fuoco, cosa succederebbe? Dentro ci sono stufe, prese elettriche volanti, non è un’ipotesi così remota. La gente come potrebbe mettersi in salvo, di fronte ad un cancello sbarrato saldamente? Per me questa è follia. Si sta meglio da Marco, a Spogna, e di lui vi parleró presto.

Monique (revisionato da Marta)

 

 

Matteo

“Ciao io sono un volontario della Protezione Civile che dovrà venire nella tendopoli di Monticchio o la seconda o la terza settimana di Maggio.Quanto scritto da te mi ha lasciato senza parole, il tuo attacco ai volontari è scandaloso, mi ha scioccato di come tanta stupidità regna in una persona.Nessuno di noi ha voglia di complicare la vostra vita più di quanto sia già complicata; eseguiamo solamente degli ordini e facciamo sempre del nostro meglio.Se tu hai trovato volontari maleducati e scortesi questo si tratta di un caso sporadico, ti garantisco che in 10 anni di volontariato e servizi in tutt’italia a seguito delle varie catastrofi nessuno e dico nessuno si è mai lamentato del nostro operato, anzi….Certo che quanto scritto da te fa veramente passare la voglia di aiutarvi e di lasciarvi nel disastro più totale così vediamo se te e i tuoi concittadini siete in grado di organizzare pasti, docce, tende per 1000 persone o più.E’ evidente che tu non ti sia mai impegnata nel sociale, se no non parleresti così.Comunque sarò lieto di continuare questa discussione a 4occhi dato che come detto in anticipo o il 9 o il 16 magggio sarò mandato a mantenere funzionante il campo di Monticchio.SalutiMatteo”
Questa è la risposta di un volontario della protezione civile. Credo si commenti da sola. Ecco chi dovrebbe aiutarci. E capirci.
Io sono al campo di Monticchio, vi farò sapere.

 

A proposito del terremotoultima modifica: 2009-04-29T17:28:22+00:00da vento501
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